Comune di Cagliari
 Provincia di Cagliari
 Regione Sardegna
Commissione Web
Commissione Web

Dettori Google Map
Google Map del Dettori

Condividi questa pagina su Facebook Condividi su Facebook
TAG:
Ultimo sondaggio:
La Buona Scuola dell'attuale governo reitera la proposta di precedenti governi di istituire tre livelli di docenti basati sul merito. Pensi che questo sia:
Giusto
Giusto, purchè sia chiarito chi e come valuta il merito
Sbagliato, perché in vari modi viene lesa la libertà di insegnamento
Sbagliato

Elenco sondaggiElenco sondaggi
Proponi un sondaggioProponi un sondaggio

Informazione sindacale

Ultima info sindacale
24 ottobre 2014
Sciopero del
comparto Scuola

 Vedi tutta l’informazione sindacale nelle sezioni

Relazioni Funzioni Strumentali

Relazioni finali


Vai alla sezione

Scuola in sicurezza

Accordo Stato-Regioni per la formazione dei lavoratori in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro - D.Lgs. 81/2008

Vedi il documento
(D.Lgs. 81/2008)

Notizie
Circolari
Studenti
Minitutorial
Mediateca del Dettori
Rapporti scuola famiglia
Liceo Dettori: storia luoghi persone
Commissione Biblioteca
Accounts al sito
Orario segreteria
Orario delle lezioni
Discipline
Scienze
Religione
Storia dell’arte
Filosofia e storia
Educazione fisica
Lingua straniera
Lettere ginnasio
Latino e greco
Matematica
Italiano
Fisica

giovane vecchia

 Discussioni

 

Docenti
Tutti i docenti
Laboratori attività
Coordinatori didattici
Commissioni di Istituto
Referenti di dipartimento
Elenco docenti per materie

 

 



Costituzionalismo moderno: rivoluzione inglese, americana e francese

 Il costituzionalismo moderno è trattato ampiamente nella voce Costituzionalismo (contenuto nel saggio di Nicola Matteucci, Lo stato moderno. Lessico e percorsi, Il Mulino, Bologna, 1993). Con il termine costituzionalismo si intende generalmente “la riflessione su alcuni principi giuridici che consentono a una costituzione di assicurare nelle diverse situazioni storiche il miglior ordine politico. Questo termine ha acquistato spessore concettuale negli Stati Uniti d’America fra le due guerre, quando in opposizione alla democrazia totalitaria europea (nazismo e fascismo) si cominciò a riflettere si peculiari caratteri della democrazia costituzionale americana (…).    In prima approssimazione si può dire che il costituzionalismo non guarda tanto a chi deve governare, ma a come si deve governare, perché mira a una limitazione dei poteri di governo attraverso il diritto: si può dire che esso sia la tecnica giuridica della libertà, cioè quella tecnica giuridica attraverso la quale ai cittadini viene assicurato l’esercizio dei loro diritti individuali e, nel contempo lo Stato è posto nella condizione di non poterli violare. Se le tecniche variano secondo i tempi e le tradizioni di ciascun paese, l’ideale della libertà del cittadino resta il fine ultimo in vista del quale queste tecniche vengono organizzate.   Essendo anche un fenomeno storico, il costituzionalismo si sviluppa nel Medioevo sul ceppo delle antiche istituzioni rappresentative, delle assemblee degli stati e dei ceti; nell’età moderna, è strettamente connesso al liberalismo, mentre con la democrazia ha un rapporto ambivalente, dato che, pur nascendo nell’età della rivoluzione democratica, può rappresentare un freno e un limite all’onnipotenza della sovranità popolare (…). Il costituzionalismo moderno porta a compimento alcuni principi del costituzionalismo degli antichi (il principio della supremazia della legge) ma rappresenta anche alcuni elementi di innovazione, individuabili in cinque nuclei forti: 1) la costituzione scritta; 2) il potere costituente; 3) la dichiarazione dei diritti; 49 la separazione dei poteri; 5) il controllo di costituzionalità delle leggi.

 

 

 Costituzionalismo moderno e rivoluzione americana. La storia costituzionale moderna comincia con due eventi che hanno avuto una importanza decisiva nello sviluppo della civiltà liberale e democratica: la rivoluzione americana e quella francese. Il costituzionalismo moderno concepisce la costituzione come regola limitatrice del potere a garanzia dei diritti individuali: la costituzione scritta è l’insieme delle norme fondamentali che stabiliscono le modalità di funzionamento delle istituzioni che detengono la sovranità statale, essa contiene una serie di norme giuridiche fra loro organicamente collegate che hanno due funzioni: regolano il funzionamento degli organi dello stato, consacrano i diritti dei cittadini. Le costituzioni del Settecento sono brevi, si richiamano alla sovranità del popolo, contengono norme che si riferiscono alla organizzazione dei poteri costituiti, ma la parte forte delle costituzioni del ‘700 è costituita dalle dichiarazioni dei diritti, di cui la Dichiarazione dei diritti della Virginia costituisce il primo esempio. Le Dichiarazioni dei diritti enunciano i principi ispiratori di ogni Costituzione: rappresentano un’affermazione dei limiti al potere dello stato contro ogni forma di stato assoluto, il loro scopo è affermare solennemente che ogni individuo in quanto tale ha diritti inalienabili, che lo stato non può violare, ma deve con ogni mezzo garantire contro gli attacchi degli altri individui e dei diversi gruppi sociali. Il problema dell’organizzazione dello stato è finalizzata all’esigenza di garantire a tutti gli individui la libertà dal potere politico: significa che lo stato non può violare legalmente la sfera di autonomia dell’individuo e che nell’organizzazione dello stato occorre instaurare un metodo legale di esercizio del potere. In questo modo viene riaffermato e reinterpretato in forma più adeguata ai tempi moderni il principio medioevale della supremazia della legge, inteso come limitazione del potere politico in base a un diritto più alto espresso dalla costituzione. Il costituzionalismo moderno realizza il principio del governo limitato mediante tre principali caratteri: la costituzione scritta, il suo carattere rigido e inelastico; la presenza di un terzo potere, quello giudiziario, l’indipendenza del potere giudiziario che controlla la giustizia della legge, cioè la sua conformità alle norme fondamentali. In quanto ha un valore sovraordinato la costituzione ha un valore più alto delle leggi ordinarie, perciò, quando le norme costituzionali vengono violate, il governo diventa anticostituzionale, arbitrario e illegittimo. La tradizione americana, più diffidente nei confronti della classe dei governanti, ha voluto una costituzione rigida, modificabile solo grazie a rigide procedure di revisione costituzionale, e un controllo di costituzionalità delle leggi che garantisce i diritti del cittadino dal dispotismo legale della maggioranza.

Il concetto di Stato di diritto. Con il termine Stato di diritto in genere si intende la forma di stato limitato dalla legge, ovvero fondato sulla costituzione. La costituzione è la legge fondamentale dello stato, contiene l’insieme di norme e principi comuni, che stanno alla base della convivenza civile di una comunità sociale e politica, e svolge due compiti fondamentali: regolare la vita dei cittadini e stabilire le norme del funzionamento dei poteri affinché i governanti non abusino di essi, fenomeno piuttosto frequente in tutte le epoche storiche.

Lo Stato di diritto, ispirato ai principi del costituzionalismo, rappresenta uno dei valori fondamentali dell’Unione europea. Tale principio è indicato espressamente nel Preambolo della Carta dei diritti fondamentali dell’UE accanto al valore della democrazia: “Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà; essa si basa sul principio della democrazia e sul principio dello stato di diritto”.

Anche nella Costituzione italiana il principio della limitazione del potere in base alla legge viene espresso nell’art.1, subito dopo aver stabilito il principio della sovranità popolare: “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Le due funzioni della costituzione, quella di regolare la vita dei cittadini e l’altra di stabilire le norme dell’organizzazione dei poteri, si riflettono nella partizione delle costituzioni: la prima parte indica i diritti dei cittadini, che costituiscono altrettanti limiti del potere costituito; la seconda parte della costituzione stabilisce le regole del funzionamento dei poteri, in modo tale che essi non si concentrino in poche mani, al fine di evitare tutte quelle forme di dispotismo del potere che hanno oppresso la società civile, dalle tirannie medioevali fino ai totalitarismi moderni.
Allo scopo di regolare il funzionamento dei poteri, in epoca moderna, sono stati indicati due principi fondamentali: il principio della separazione dei poteri e il principio del controllo di costituzionalità delle leggi. Il primo, il principio della separazione dei poteri, è enunciato nell’art. 16 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789: “Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha costituzione”: esso stabilisce la divisione dei poteri enunciato da Montesquieu nello Spirito delle leggi: “Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo dei governanti, dei nobili o del popolo, esercitasse insieme i tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le pubbliche risoluzioni e quello di giudicare i delitti e le cause fra i privati”. Tale principio è stato realizzato costituzionalmente durante la rivoluzione americana dopo un lungo e articolato dibattito svoltosi nelle pagine della rivista Federalist intorno al principio del bilanciamento dei poteri e ai pericoli di tirannia della maggioranza.
Il secondo, il principio di controllo di costituzionalità delle leggi, che realizza la subordinazione della legislazione ordinaria al controllo della Legge fondamentale, viene ripreso dalla tradizione costituzionale anglossassone, ma ha trovato realizzazione giuridica per la prima volta in America, come osserva McIlwain, a partire dalla celebre sentenza del 1803 della Corte suprema federale, pronunciata dal giudice Marshall nella causa Madison contro Marbury, nella quale si affermava che se i giudici dovessero applicare leggi incostituzionali avrebbero tradito il loro dovere di fedeltà alla Costituzione. A partire da questa sentenza si è sviluppato il controllo di costituzionalità delle leggi, che permette di eliminare quelle leggi che violano la legge fondamentale, ovvero le leggi incostituzionali.
Nei paesi del continente europeo estranei alla tradizione anglossassone inglese, come per esempio l’Italia, tale controllo venne istituzionalizzato soltanto dopo la seconda guerra mondiale, in seguito all’esperienza tragica del totalitarismo nazista e fascista che, attraverso una serie di leggi come quella italiana del 1938 sulla discriminazione razziale, avevano conculcato i diritti fondamentali dei cittadini e oppresso la società civile. Nel secondo dopoguerra tanto la Legge fondamentale tedesca con la creazione del Tribunale federale, quanto la Costituzione italiana con la Corte costituzionale, hanno istituito un organismo ad hoc con il compito di operare il controllo costituzionale delle leggi e di dirimere i conflitti di competenza fra i diversi poteri dello Stato.
 

Statuto albertino del 1848. Scheda sullo Statuto albertino: scarica il testo

Il materiale fornito può essere utilizzato esclusivamente per uso personale e didattico.





Tag: Liceo Dettori - docenti - filosofia e storia -






 Scrivi alla Redazione  Versione stampabile  Invia questa pagina